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URGENTE ESPROPRI SEI: ECCO COME OPPORSI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 01 Agosto 2014 12:06

Vincolo preordinato d’esproprio per elettrodotto SEI: ecco come opporsi.

 

Nonostante la ferma opposizione dei territori e delle istituzioni a tutti i livelli, la SEI S.p.A. non demorde dal proprio intento di costruire una centrale termoelettrica alimentata a carbone nel territorio di  Saline Joniche. Proprio in queste settimane, tramite i comuni coinvolti, è stato pubblicato da parte della SEI l’elenco dei terreni sui quali viene chiesto il al fine di costruire l’elettrodotto che dovrebbe immettere in rete l’elettricità prodotta dalla centrale. Il tracciato interessa i comuni di Melito P. S., Montebello J., Motta S. Giovanni, Reggio Calabria e Calanna.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Agosto 2014 12:10
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OPPONITI ALL'ESPROPRIO! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 31 Luglio 2014 22:01

 

ATTENZIONE !!!

DARE MASSIMA DIFFUSIONE !!!


Nelle scorse settimane è stato pubblicato dalla SEI S.p.a., l’ELENCO DEI TERRENI sui quali verrà apposto il vincolo preordinato d’esproprio o di servitù al fine di costruire un elettrodotto aereo che passerà attraverso i comuni di Melito P. S., Montebello J., Motta S. Giovanni, Reggio Calabria e Calanna. Questa sarà l’ennesima opera imposta ai territori dalla SEI per poter immettere nella rete elettrica l’elettricità prodotta dalla centrale a carbone che la società vorrebbe costruire a Saline Joniche.

 

RISULTI TRA I PROPRIETARI DELLE PARTICELLE IN ELENCO ???


CONOSCI QUALCUNO DEI PROPRIETARI IN ELENCO ???


E' POSSIBILE OPPORSI PRESENTANDO DELLE OSSERVAZIONI


Abbiamo predisposto un MODELLO da compilare, di cui ci si può avvalere per opporsi integrando eventualmente il testo con delle motivazioni personali.

Il modello compilato in ogni sua parte e firmato dal/dai proprietario/i del suolo oggetto dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, dovrà essere inviato entro il 4 agosto 2014, al seguente indirizzo:


Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica, il nucleare – ex Divisione II, via Molise 2, 00187 Roma


attraverso e-mail pec: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


A pochi sono noti i rischi per la salute  dovuti ai campi elettromagnetici indotti da un elettrodotto. A tal fine la legge italiana impone di non sostare più di quattro ore nei pressi di un elettrodotto e sancisce che gli stessi non possono essere costruiti nei pressi di aree gioco per l'infanzia, di ambienti abitativi, scolastici, ecc.

Appare chiaro quindi che l’utilizzabilità di questi terreni sarà seriamente compromessa se l’elettrodotto SEI dovesse essere costruito.

Se qualcuno ancora pensasse che questi espropri possano essere remunerativi sappia che si sbaglia di grosso, poiché le uniche aree realmente espropriate saranno i pochi metri quadri dove dovranno sorgere i tralicci, mentre sul resto dei terreni con ogni probabilità sarà costituita una servitù di passaggio, che li renderebbe di fatto inutilizzabili.

Per la legge italiana inoltre gli elettrodotti sono inamovibili quindi i vincoli andrebbero ad avere durata illimitata.

I terreni perderanno necessariamente il loro valore reale ma rimarranno inalterati i parametri di tassazione per il loro possesso.

Il Coordinamento invita con forza i primi cittadini e i commissari prefettizi chiamati a fare gli interessi dei territori che governano, nonché la Curia Arcivescovile e i cittadini tutti ad opporsi a questo ulteriore tentativo di imporre scelte che, oltre a creare potenziali danni alla salute, depauperano ulteriormente il territorio.


AIUTACI A DIFFONDERE


AVVISO SEI CON ELENCO TERRENI

MODELLO PER OSSERVAZIONI

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Agosto 2014 08:54
 
GREENPEACE A REGGIO CALABRIA PER LANCIARE UN CHIARO MESSAGGIO: “NIENTE CARBONE A SALINE JONICHE”
Martedì 08 Luglio 2014 17:09

“Non è un paese per fossili” è lo slogan dell’ultima campagna a favore delle energie rinnovabili che Greenpeace promuove a bordo della Rainbow Warrior III nelle località prostrate da impianti industriali energetici di carbone e petrolio: incoraggiare un sistema energetico privo di fonti fossili, questo è il senso del tour. Come ultima tappa, viene scelta non a caso Reggio Calabria: Greenpeace decide di affiancare gli attivisti del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica per il No alla Centrale a Carbone di Saline Joniche recentemente denunciati dalla SEI, per aver diffuso delle vignette satiriche ritenute lesive per la sua immagine. “Non amiamo chi vuole, in qualsiasi modo, censurare la libertà di espressione”, a dirlo è il comandante della Rainbow Warrior nei suoi saluti iniziali. Il sostegno che questo grande movimento ambientalista ha garantito agli attivisti locali passa anche attraverso una sfida aperta alla SEI: gigantografie delle vignette incriminate del coordinamento sono state fatte affiggere in città, sottoscritte da Greenpeace. A ribadire i punti cardine motivazionali del dissenso che da anni il coordinamento esprime nei confronti di questo progetto di centrale a carbone, interviene tra i relatori Francesca Panuccio: “La Calabria non ha bisogno di energia a prescindere, e men che mai prodotta da fonti fossili; ha bisogno piuttosto che le realtà imprenditoriali e produttive locali vengano sostenute ed incentivate da una politica spesso miope e distante dalle necessità e dalle peculiarità del territorio nel rispetto delle biodiversità esistenti nell’area grecanica che con la loro resistenza, nonostante il degrado e l’abbandono di alcuni luoghi, hanno tracciato la strada da percorrere: recupero dei beni collettivi, agricoltura biologica d’eccellenza, ospitalità diffusa, cura e promozione dei borghi antichi, mantenimento delle antiche arti e degli antichi mestieri. Ci ribelliamo a questa eventualità, porteremo avanti la nostra battaglia legale e sul territorio”. Ma l’arrivo della RainbowWarrior III testimonia ancora una volta che la costruzione ex novo di questa centrale a carbone non sarebbe strettamente un problema locale ma globale, in quanto i 7 milioni e mezzo di tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera contribuirebbero ad alterare ulteriormente il già precario contesto climatico. Altri elementi allarmanti sulla salute emergono da uno studio che Greenpeace ha condotto qualche tempo fa, sulla base della metodologia che l’agenzia per l’ambiente dell’Unione Europea ha impostato, tenuto conto dei dati di emissione previsti e le specifiche tecniche del progetto della centrale di Saline Ioniche. La realizzazione dell’impianto causerebbe 44 casi di morte prematura l’anno e danni economici (sanitari, ambientali, climatici) pari a 357 milioni l’anno. A rivelare questi dati è il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Andrea Boraschi, che ammonisce senza mezzi termini la politica energetica e mediatica che la SEI porta avanti nel caso “Saline”: “E’ un periodo decisivo sulle politiche ambientali da adottare. Il progetto della SEI è uno scempio al territorio e l’ennesima minaccia fossile all’ambiente, al clima e all’economia. Che lo si voglia portare avanti, per giunta, reprimendo il dissenso a suon di minacce è una vera vergogna. La SEI esprime una visione miope del futuro energetico della Calabria, regressiva tanto quanto il suo tentativo di reprimere la libertà di espressione. Faremo di tutto affinché quella centrale non veda mai la luce”.

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Luglio 2014 17:54
 
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